In sintesi
- L'analisi della presenza Google è un controllo di cosa mostra Google della tua attività su ogni ricerca che fa un cliente, fatto impostando l'area sul tuo comune e non da dove mi trovo io.
- Cercare la tua attività per nome non serve a niente: chi ti conosce ti trova comunque, e Google sa che stai cercando te stesso.
- La riga "Servizi offerti" sotto il nome della scheda è la cosa che quasi nessuno controlla e quella che vedo fare la differenza più spesso nei risultati.
- Le recensioni contano ma non decidono da sole: in una rilevazione del 20 agosto 2026 una scheda con nove recensioni sta prima di un centro della stessa mappa che ne ha circa cento.
- Punteggi SEO, voti sulla velocità e link in entrata non entrano nell'analisi, perché non spostano le richieste che ricevi.
L’analisi della presenza su Google è la prima cosa che faccio con chiunque mi scriva, ed è gratuita. Non è un preventivo mascherato e non è una scusa per prendere un appuntamento: è mezz’ora di lavoro vero in cui guardo cosa mostra Google della tua attività oggi, e poi te lo dico.
Molti mi chiedono cosa ci sia dentro, prima di chiederla. Giusto, perché la parola analisi in questo settore è stata usata per dire tutto e niente. Quindi qui c’è scritto esattamente cosa guardo, in che ordine, e anche cosa non guardo.
Cerco il tuo servizio come lo cerca un cliente
La prima cosa non la faccio sulla tua attività. La faccio sul tuo servizio.
Apro Google e cerco quello che vendi insieme al nome del tuo comune, come farebbe una persona che ha un problema e non sa ancora a chi rivolgersi. Non cerco il nome della tua attività, perché chi lo conosce già ti trova comunque e non è quello il cliente che ti manca.
Imposto sempre l’area sul tuo comune, con la funzione “Scegli l’area” di Google. Se cerco dal posto in cui mi trovo io, i risultati che vedo non sono quelli che vede un tuo cliente, e l’analisi non vale niente. È anche il motivo per cui quando provi a cercarti da solo ti vedi sempre primo: Google sa dove sei e sa che stai cercando te stesso.
Faccio più ricerche, non una. Quella generica del settore, due o tre sui servizi specifici, e una con “vicino a me”. Ogni ricerca è un risultato diverso, e la differenza tra una e l’altra è già metà della diagnosi.
Guardo se ci sei nelle prime tre schede
Su una ricerca locale Google mostra tre schede con la mappa, sopra a tutto il resto. Chi cerca guarda quelle. Scorrere fino alla quarta o alla quinta è un gesto che quasi nessuno fa, soprattutto da telefono.
Quindi la domanda non è se la tua attività esiste su Google. Esiste quasi sempre. La domanda è se compare in quelle tre, su ognuna delle ricerche che ho fatto. Capita spesso che un’attività sia prima su una ricerca e assente su un’altra che vale di più, e il titolare non lo sa perché non ha mai provato quella seconda ricerca.
Provaci adesso, prima di chiedermi qualsiasi cosa. Apri Google, scrivi il tuo servizio e il tuo comune, tocca “Scegli l’area” e impostala sul tuo paese. Guarda i primi tre nomi. Se non ci sei, hai già la risposta alla domanda più importante.
Guardo cosa Google scrive sotto il tuo nome
Questa è la parte che quasi nessuno controlla ed è quella che vedo fare la differenza più spesso.
Quando una scheda ha i servizi compilati uno per uno, Google può scrivere sotto il nome dell’attività una riga che dice “Servizi offerti” seguita dal servizio esatto che la persona ha cercato. Chi guarda i risultati non legge, scansiona. Quella riga è la cosa che gli dice, in mezzo secondo, che quel servizio lì lo fai davvero.
Se quella riga non c’è, la tua scheda è un nome, un voto e un indirizzo, uguale a tutte le altre. Se c’è, è l’unica delle tre che sta rispondendo alla domanda.
Vuoi sapere cosa scrive Google sotto il nome della tua attività, oggi?
Guardo la tua scheda con gli occhi di chi non ti conosce
A questo punto apro la tua scheda e la leggo come se dovessi decidere se chiamarti. Non come un tecnico, come un cliente di fretta.
- Ci sono foto vere del tuo posto e del tuo lavoro, o nessuna foto, o solo quelle che ha caricato qualcun altro
- Gli orari sono giusti, comprese le chiusure vere, perché “Chiuso” mostrato nel giorno sbagliato è una telefonata persa e basta
- C’è il pulsante “Sito web” e porta al sito, o manca del tutto
- La descrizione dice cosa fai o è rimasta quella di quando hai aperto
- Quante recensioni hai, e da quanto tempo non ne arriva una nuova
Il pulsante che manca è l’errore più costoso e anche il più frequente. La scheda esce nella mappa, la persona la vede, ma non ha nessun modo di arrivare sul sito per capire qualcosa di più. L’ho trovato su attività che il sito ce l’avevano, e funzionava.
Guardo il sito, ma per una cosa sola
Il sito lo apro alla fine e non lo giudico. Guardo una cosa: se una persona arrivata lì cercando un servizio preciso trova una pagina che parla di quel servizio, o se trova una pagina che parla di tutto.
È la differenza che decide se il sito lavora o se sta lì. Un sito che mette dieci servizi dentro la stessa pagina costringe Google a scegliere cosa mostrare, e quando Google deve scegliere, spesso sceglie di non mostrarti. Una pagina per ogni servizio risponde a una domanda per volta, ed è per questo che compare.
Quindi non ti dirò che il tuo sito è brutto, non è il mio lavoro e non cambia il tuo fatturato. Ti dirò se è costruito su come cercano i tuoi clienti oppure no.
Guardo chi ti sta davanti, e perché
Le due o tre attività che escono sopra di te le apro una per una. Non per copiarle, per capire cosa hanno che tu non hai: più recensioni, i servizi compilati, le foto, il sito collegato, o semplicemente il fatto che stanno più vicine al centro del paese.
Ed è qui che di solito arriva la parte controintuitiva. Le recensioni contano, ma non decidono da sole. Su una rilevazione del 20 agosto 2026 ho una scheda con nove recensioni che sta prima, nella stessa mappa, di un centro che ne ha circa cento. Sta davanti perché risponde meglio alla domanda, non perché sia più famosa. Questo non vuol dire che le recensioni non servano: servono, e restano quasi sempre la prima cosa da recuperare. Vuol dire che non sono una scusa per restare fermi.
Cosa non entra nell’analisi della presenza su Google
Ci sono cose che altri mettono dentro le analisi gratuite e io no, perché non spostano le richieste che ricevi.
- Il punteggio SEO dei tool. È un numero costruito da un software, non da Google. Passare da 62 a 91 non ti porta una telefonata in più
- Il voto sulla velocità. Conta che il sito si apra in fretta da telefono, e lo verifico. Il punteggio esatto no
- I link in entrata. Per un’attività che lavora nel suo comune non sono il collo di bottiglia
- Il design. Non ti dico se mi piace. Non è un criterio
Le analisi lunghe piene di grafici rossi esistono per farti paura, non per farti capire. Se ti mando venti pagine, tu non le leggi e io non ti ho detto niente.
Cosa ricevi alla fine
Ti scrivo cosa ho trovato, in ordine di importanza, con gli screenshot delle ricerche che ho fatto e la data in cui le ho fatte. Tre cose, non venti: quella che cambierei per prima, quella che viene dopo, e quella che puoi fare tu da solo senza pagare nessuno.
La data c’è sempre per un motivo. Le posizioni sulle ricerche locali cambiano nel tempo, e per questo vanno ricontrollate ogni mese, quindi uno screenshot senza data non vale niente, nemmeno il mio. Tu puoi rifare ogni ricerca che ho fatto e controllare se ti ho detto la verità.
Se dopo ti interessa sapere quanto costa sistemare quello che ho trovato, me lo chiedi e te lo dico in chiamata. Se non ti interessa, l’analisi resta tua lo stesso e le tre cose che ti ho scritto le puoi far fare a chi vuoi.
Domande frequenti sull’analisi della presenza su Google
Quanto costa l’analisi?
Niente. Non è gratis per farti un favore, è gratis perché è il mio modo di farmi conoscere: se quello che ti scrivo è utile e verificabile, è più probabile che tu pensi a me quando decidi di sistemare le cose. Se non lo è, hai perso il tempo di leggere una email.
Devo già avere un sito?
No. Se non ce l’hai, guardo la scheda Google e le ricerche, che è comunque la parte che porta più telefonate nel breve. Anzi, chi non ha un sito ma ha una scheda viva è spesso quello che ha più da guadagnare in meno tempo.
In quanto tempo ricevo la risposta?
Entro un giorno lavorativo. Se sto già lavorando a un sito ti scrivo comunque per dirti quando la faccio, invece di lasciarti senza risposta.
Poi mi chiami tutti i giorni per vendermi qualcosa?
No. Ti mando l’analisi, ti dico cosa farei, e la palla passa a te. Se non rispondi, non ti scrivo una seconda, terza e quarta volta.
Vale anche se la mia attività è fuori dal Veneto?
Sì. Lavoro da remoto in tutta Italia e l’analisi si fa impostando l’area sul tuo comune, quindi il posto in cui mi trovo io è indifferente.
Guardiamo insieme cosa vede oggi chi cerca il tuo servizio e non ti conosce. Ti rispondo entro un giorno lavorativo.
